Il Referendum

   Questo blog analizza l'istituto referendario come esempio di democrazia diretta. Vi sarà spazio per osservazioni e proposte di riforma

 

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martedì, 12 luglio 2005
 

Referendum, ora le riforme costituzionali!

Perchè devono esistere referendum si serie A e referendum di serie B?


Di Emanuele Tarditi

L’ultima tornata referendaria ha dimostrato come i cittadini siano da un lato stufi delle deleghe in bianco ai politici e vogliono riappropriarsi del loro potere decisionale, d’altronde al momento del voto solo il 25% si è scomodato per rivendicare questo diritto. I motivi della divaricazione sono la poca informazione, la non voglia e la paura di non modificare nulla poichè tutto lo sforzo è annullabile da una leggina proposta in parlamento allora poiché scomodarsi infine i partiti hanno fatto campagna contro il voto danneggiando la democrazia il tutto per il gioco del quorum. I comitati referendari si sono radunati è da Milano è partita la contro offensiva per la democrazia diretta. All’indomani del voto, Michele Chieregato, ha pensato ad una raccolta firme per una proposta di legge costituzionale d'iniziativa popolare per l'abolizione del quorum per la validità dei referendum. Dopo le opportune consultazioni tutto il suo movimento, la Federazione dei liberaldemocratici, ha appoggiato l’iniziativa, a breve è nato un comitato organizzativo a supporto del progetto continua il buon rapporto tra il mondo laico ed internet infatti il sito del comitato referendario milanese ha sponsorizzato la proposta ed è nato un blog di discussione .
La proposta di legge prevede che il quarto comma dell’art. 75 della Costituzione sia sostituito dal seguente: “La proposta soggetta a referendum è approvata se ha votato a favore la maggioranza dei votanti, altrimenti è dichiarata respinta”. I motivi della scelta derivano dall’osservazione del referendum negli altri stati infatti non c’è quorum in nessun paese dove il referendum funziona davvero come ad esempio in Svizzera, a livello dei singoli stati degli USA (California, Oregon etc), in Irlanda, Spagna, Regno Unito in Francia c’è il quorum più basso del 50% in alcuni paesi: del 40% in Danimarca e del 25% in Ungheria. Di contro in tutti i paesi dove il referendum, non è applicato frequentemente o completamente, prevedono il quorum.
In Italia esistono due tipi di referendum quello confermativo costituzionale dell’art 138 e quello abrogativo previsto dall’art. 75. Nel primo caso i cittadini devono semplicemente confermare una scelta del parlamento nel secondo invece “mettono a giudizio” l’attività dei politici, c’è da chiedersi se esistono referendum di serie A (quelli costituzionali, determinati dai partiti politici) senza obblighi di quorum e quelli di serie B (quelli chiesti dai cittadini con faticose raccolte di firme) con maggiori obblighi?

Dato il tasso di astensione dal voto che è in continua crescita è verosimile che in futuro (come è già stato nel recente passato) sia impossibile o molto difficile raggiungere il quorum. Quindi il referendum diverrebbe uno strumento inutile. Su questa linea si è inoltre espressa la Corte Costituzionale, relativamente alla scelta della regione toscana di prevedere come quorum il 50% degli elettori che hanno votato alle ultime elezioni regionali, in tal modo una legge approvata dal consiglio eletto da un certo numero di elettori può essere eliminata dalla maggioranza di quegli stessi elettori. La corte osserva che non appare irragionevole, in un quadro di rilevante astensionismo elettorale, stabilire un quorum strutturale non rigido, ma flessibile, che si adegui ai vari flussi elettorali, avendo come parametro la partecipazione del corpo elettorale alle ultime votazioni del Consiglio regionale, i cui atti appunto costituiscono oggetto della consultazione referendaria.
Non si discute di vendette politiche ma dell’essenza della democrazia, che si nutre di scelte non di astensioni. La presenza del quorum scoraggia la partecipazione infatti dove non esiste il quorum, chi è contro la proposta contenuta nel referendum, partecipa per votare no. In Italia, almeno da quanto appare negli ultimi anni, chi desidera votare no, semplicemente evita di andare a votare e quindi somma il proprio voto negativo a tutte le astensioni, facendo vincere scorrettamente la propria scelta. Ma in realtà vince il non interesse, la non scelta e la distanza cittadini istituzioni aumenta e la democrazia cala. Con il sistema del quorum viene penalizzato chi partecipa alla vita politica di contro è premiato chi non partecipa.
Sottolineo infine come la scelta di abolire il quorum sia maggiormente rispettosa dei valori costituzionali, certo una riforma di tale livello è utile se è il preludio ad un ripensamento del referendum ottenendo anche quello consultivo e mettendo al vaglio dell’opinione pubblica anche le scelte internazionali poiché come insegna Chirac si può perdere un referendum ma far vincere la democrazia.

postato da lele15 | 06:54 | commenti (1)


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