La proposta:
Federazione dei Liberaldemocratici
La Federazione dei Liberaldemocratici fa propria la proposta di Michele Chieregato, membro della Giunta Esecutiva, per la raccolta firme per una proposta di legge costituzionale d'iniziativa popolare per l'abolizione del quorum per la validità dei referendum. Chi fosse interessato a collaborare (servono 50.000 firme in 6 mesi), o a comparire tra i presentatori della proposta, lo comunichi a postmaster@liberaldemocratici.net
Sono anni che scrivo ai promotori di referendum abrogativi per dire che sono d'accordo ma che non tornero' piu' a votare finche non verra' abolito il quorum. Il mio punto di riferimento era Enea Sansi
http://labos.valtellina.net/gazetin/Referendum.htm http://labos.valtellina.net/gazetin/Sansi04.htm.
Penso che senza la presa di posizione di almeno un partito "pesante" non ci si riesca a muovere. Ci ho provato con molti ma la risposta e' stata sempre la stessa: "ci vuole troppo tempo". Eppure a quest'ora
di riforme se ne sarebbero potute fare dieci! A volte penso che in realta' nessun grosso partito voglia lasciare in mano al popolo un potere cosi' grande. Pero' regolarmente ogni tanto qualcuno ci prova
a raccogliere firme: l'ultimo e' Mariotto Segni, a cui ovviamente ho gia' scritto per informarlo che non andro' a votare mandandogli anche un link al vostro sito. Chissa' se almeno lui, dopo aver perso inevitabilmente il referendum, si vorra' prendere a cuore l'abolizione del quorum?
Aldo Andreani
Devo dire che questa iniziativa mi piace molto. Con liberalcafe.it stavamo pensando di iniziare una cosa del genere. Ben venga allora un vero e proprio comitato.
Noi ci stiamo
Giuliano Gennaio
Grazie per l'informazione che corrisponde anche ai nostri obiettivi. Se la proposta si farà ci faremo promotori
Cordiali saluti
G.B. Cattaneo
Evidentemente la lezione che hanno avuto i radicali qualche anno fa per un pacchetto di proposte di legge di iniziativa popolare, addirittura "adottate" da parlamentari di questa repubblica e lasciate ammuffire, non è servito a niente.
La proposta di Chieregato è velleitaria! Non sprecate le vostre poche energie!
Beppi Lamedica - attivista liberale
Liberaldemocratici (e non soltanto loro) sanno benissimo che e' una battaglia cominciata anni fa.
Penso abbiano valutato che sia finalmente il momento giusto per cercare di scuotere e sensibilizzare l'opinione pubblica. In bocca al lupo. Io sono con loro.
Jamiro dal sito di Pol
La proposta è giusta ma sono convinto che in questo momento anche raccogliere cinquantamila firme diventa un'impresa impossibile. Dopo l'esito
referendario la gente difficilmente mi pare propensa ad accogliere bene la presenza di un solo tavolino.
Francesco Pulia, Umbria Libertaria
comunque la mia proposta consiste in questo:
-abolizione del quorum
-estensione del numero di firme tra 1 milione e 1 milione e mezzo
-estensione del tempo di raccolta firme di qualche mese in più
-introduzione di nuovi strumenti referendari come il CONSULTIVO(per consultare in caso di approvazione leggi socialmente rilevanti) e il PROPOSITIVO(per far approvare direttamente dal popolo alcune proposte di legge, come quelle di iniziativa popolare).
-valutare a seconda del tipo di referendum il numero di firme e il tempo per raccoglierle.
solo così credo che la riforma non sarebbe una furbata ma davvero una grande opportunità per rilanciarlo...e un ottimo strumento per dare molta più vitalità e aumentare la partecipazione dei cittadini alla politica!!
Angelus, http://angelus.ilcannocchiale.it/
E' una cosa molto intelligente.Senza il quorum, il referendum diventa ancora più rappresentativo perchè si eliminano gli incentivi degli astensionisti a non recarsi alle urne.
Quindi elezioni più rappresentative e più corrette.
Roy , dal sito www.studentibicocca.it
direi che se, come calcolato dall'istituto cattaneo, il "bacino massimo" di elettori a cui può ambire un referendum è il 56%degli aventi diritto sarebbe il caso: o di modificare il sistema del quorum o di metterci una pietra sopra che tanto così non han senso.
Dakkar dal sito www.studentibicocca.it
beh certo...con questa innovazione avrebbe molto piu senso votare.
ONLYNAPLES dal sito www.studentibicocca.it
Che proposta stupida. Chi promuove il referendum deve dimostrare che il 50%+1 degli elettori è d'accordo sui quesiti. Facciamo il contrario. Per un referendum bisogna trovare 5 milioni di firme. Così almeno si parte da una percentuale buona
dany.gamberini dal forum di pol
Ma tu possiedi un apposito stupidario o queste stupidaggini ti escono spontaneamente?
Dario dal forum di pol
aspetto con ansia il prossimo post dove chiedera' che vengano raccolte 28 milioni di firme (50+1 della popolazione)......non mi viene neppure da ridere.
Jamirio dal forum di pol
sull' iniziativa legata al Referendum per abolire il quorum...bè come non potrei esser d'accordo!
Luca gigliotti
Di seguito il testo della proposta di legge costituzionale d'iniziativa popolare.
Proposta di legge costituzionale d'iniziativa popolare, a norma dell'articolo 71, secondo comma, della Costituzione e degli articoli 48 e 49 della legge 25 maggio 1970, n. 352
Art. 1
Il quarto comma dell’art. 75 della Costituzione è sostituito dal seguente: “La proposta soggetta a referendum è approvata se ha votato a favore la maggioranza dei votanti, altrimenti è dichiarata respinta”.
Le news
Chi è favorevole può inviare i dati poichè in cassazione bisogna andarci in 10 persone a presentare il quesito, lo faremo a settembre.
Marco Marsili, liberaldemocratici, info@marcomarsili.it
Discuitmao di questa proposta, ecco i tread aperti su pol:
Abolire il quorum, subito!!
Sondaggio: Sei favorevole all'abolizione del quorum per il referendum?
Riflessioni Referendarie
Proposta di Legge
Le Reazioni:
Referendum, ora le riforme costituzionali!
Perchè devono esistere referendum si serie A e referendum di serie B?
Di Emanuele Tarditi
L’ultima tornata referendaria ha dimostrato come i cittadini siano da un lato stufi delle deleghe in bianco ai politici e vogliono riappropriarsi del loro potere decisionale, d’altronde al momento del voto solo il 25% si è scomodato per rivendicare questo diritto. I motivi della divaricazione sono la poca informazione, la non voglia e la paura di non modificare nulla poichè tutto lo sforzo è annullabile da una leggina proposta in parlamento allora poiché scomodarsi infine i partiti hanno fatto campagna contro il voto danneggiando la democrazia il tutto per il gioco del quorum. I comitati referendari si sono radunati è da Milano è partita la contro offensiva per la democrazia diretta. All’indomani del voto, Michele Chieregato, ha pensato ad una raccolta firme per una proposta di legge costituzionale d'iniziativa popolare per l'abolizione del quorum per la validità dei referendum. Dopo le opportune consultazioni tutto il suo movimento, la Federazione dei liberaldemocratici, ha appoggiato l’iniziativa, a breve è nato un comitato organizzativo a supporto del progetto continua il buon rapporto tra il mondo laico ed internet infatti il sito del comitato referendario milanese ha sponsorizzato la proposta ed è nato un blog di discussione .
La proposta di legge prevede che il quarto comma dell’art. 75 della Costituzione sia sostituito dal seguente: “La proposta soggetta a referendum è approvata se ha votato a favore la maggioranza dei votanti, altrimenti è dichiarata respinta”. I motivi della scelta derivano dall’osservazione del referendum negli altri stati infatti non c’è quorum in nessun paese dove il referendum funziona davvero come ad esempio in Svizzera, a livello dei singoli stati degli USA (California, Oregon etc), in Irlanda, Spagna, Regno Unito in Francia c’è il quorum più basso del 50% in alcuni paesi: del 40% in Danimarca e del 25% in Ungheria. Di contro in tutti i paesi dove il referendum, non è applicato frequentemente o completamente, prevedono il quorum.
In Italia esistono due tipi di referendum quello confermativo costituzionale dell’art 138 e quello abrogativo previsto dall’art. 75. Nel primo caso i cittadini devono semplicemente confermare una scelta del parlamento nel secondo invece “mettono a giudizio” l’attività dei politici, c’è da chiedersi se esistono referendum di serie A (quelli costituzionali, determinati dai partiti politici) senza obblighi di quorum e quelli di serie B (quelli chiesti dai cittadini con faticose raccolte di firme) con maggiori obblighi?
Dato il tasso di astensione dal voto che è in continua crescita è verosimile che in futuro (come è già stato nel recente passato) sia impossibile o molto difficile raggiungere il quorum. Quindi il referendum diverrebbe uno strumento inutile. Su questa linea si è inoltre espressa la Corte Costituzionale, relativamente alla scelta della regione toscana di prevedere come quorum il 50% degli elettori che hanno votato alle ultime elezioni regionali, in tal modo una legge approvata dal consiglio eletto da un certo numero di elettori può essere eliminata dalla maggioranza di quegli stessi elettori. La corte osserva che non appare irragionevole, in un quadro di rilevante astensionismo elettorale, stabilire un quorum strutturale non rigido, ma flessibile, che si adegui ai vari flussi elettorali, avendo come parametro la partecipazione del corpo elettorale alle ultime votazioni del Consiglio regionale, i cui atti appunto costituiscono oggetto della consultazione referendaria.
Non si discute di vendette politiche ma dell’essenza della democrazia, che si nutre di scelte non di astensioni. La presenza del quorum scoraggia la partecipazione infatti dove non esiste il quorum, chi è contro la proposta contenuta nel referendum, partecipa per votare no. In Italia, almeno da quanto appare negli ultimi anni, chi desidera votare no, semplicemente evita di andare a votare e quindi somma il proprio voto negativo a tutte le astensioni, facendo vincere scorrettamente la propria scelta. Ma in realtà vince il non interesse, la non scelta e la distanza cittadini istituzioni aumenta e la democrazia cala. Con il sistema del quorum viene penalizzato chi partecipa alla vita politica di contro è premiato chi non partecipa.
Sottolineo infine come la scelta di abolire il quorum sia maggiormente rispettosa dei valori costituzionali, certo una riforma di tale livello è utile se è il preludio ad un ripensamento del referendum ottenendo anche quello consultivo e mettendo al vaglio dell’opinione pubblica anche le scelte internazionali poiché come insegna Chirac si può perdere un referendum ma far vincere la democrazia.